Proseguendo, a poco più
di due chilometri si trova l'antico borgo di Montebello. S'eleva
pittoresco sul ripido colle (m. 436) già denominato dai romani
"mons belli" ovvero il monte della guerra.
Inizialmente fu una torre d'avvistamento romana; nei secoli successivi
lo stanziamento militare crebbe fino a farlo diventare una caserma
con l'aspetto di un vera fortezza feudale. Composta da più
parti risalenti a epoche diverse tra XI e XVI secolo, la Rocca appartenne
in passato alternativamente ai Malatesta e ai Guidi.
Questo castello è diventato monumento nazionale e da circa
dieci anni è uno dei manieri più visitati della provincia
di Rimini. Anche perchè tra le mura medievali di quelle stanze
riccamente arredate si odono strane storie di fantasmi... difatti
nelle nostre zone è conosciuto come il Castello di Azzurrina,
la bimba fantasma che sparì tragicamente lungo quei corridoi
bui e che dal lontano Medioevo abita in quelle mura e si fa sentire
ogni cinque anni durante il solstizio d'estate. Soprattutto nel
periodo estivo ma anche nei fine settimana di tutto l'anno, il castello
è visitabile anche di notte nel cosiddetto "tour del
mistero" che parte appunto a mezzanotte, l'ora adatta per fare
un saluto ad Azzurrina e i suoi amici. Dentro le mura della rocca
si possono gustare vini e stuzzichini nelle eleganti salette o nel
rigoglioso giardino "dell'Armeria dell'Albana".
Nel piccolo borgo si possono trovare il tipico Ristorante Pacini,
6 un emporio di prodotti naturali e una terrazza panoramica da cui
si ammirano tutti i castelli della vallata e dintorni.
AZZURRINA, IL MISTERO SVELATO
Nel 1375 il "Mons belli" è sotto il dominio dei
Malatesta.
Ugolinuccio Malatesta, signore di Montebello, è fuori in
battaglia e ha affidato la sua bambina, Guendalina, a due guardie
di fiducia. Perché una fanciulla in tenera età (tra
i sei e gli otto anni) si trova in una fortezza da guerra qual era
il Castello di Montebello, con la sola compagnia di uomini armati?
Guendalina era nata albina, quindi chiara di pelle, capelli e occhi;
bianca come la neve. Nel Medioevo questa caratteristica era ritenuta
espressione del demonio, le donne con i capelli bianchi o rossi
erano ritenute streghe, perciò i genitori della bambina per
proteggerla, la nascosero agli occhi maligni con una tintura per
capelli e l'isolamento nella fortezza. Il particolare effetto azzurrato
dei capelli, dopo la tintura vegetale a cui erano sottoposti, accompagnato
all'azzurro limpido degli occhi, le valse il soprannome di Azzurrina.
Come abbiamo detto, in quei giorni il padre era assente, in guerra.
Corrono i giorni del solstizio d'estate, scoppia un forte temporale
e Azzurrina è costretta a giocare all'interno del castello,
guardata a vista dalle guardie. La piccola si sta trastullando con
una palla di stracci che fa rotolare per corridoi e scale, finché
le sfugge di mano e precipita giù nel sotterraneo dove si
conservano i cibi. La bambina insegue la palla e scende le strette
e lunghe scale che conducono alla ghiacciaia. I due armigeri non
si preoccupano più di tanto e la lasciano andare, da lì
non si può raggiungere nessun altro posto del castello. Succede
tutto in un attimo: una corsa, un grido e la bambina scompare per
sempre. Le guardie richiamate dall'urlo, accorrono nei sotterranei
ma non trovano traccia di anima viva. La bambina è scomparsa
nel nulla e da allora non viene più ritrovata. Il Malatesta
si dispera e fa condannare a morte i due armigeri, unici testimoni
della misteriosa disgrazia, a cui non crede, come tanti altri nel
corso dei secoli. La misteriosa scomparsa di Guendalina Malatesta
però non è una favola ma un fatto realmente avvenuto;
è narrata in una cronaca del'600, custodita nella biblioteca
del castello.Così nasce la leggenda di Azzurrina, la bimba
che da quel lontano 1375 continua ad abitare le stanze del Castello
di Montebello. Giunta fino a noi in un'eco tra il pianto e il riso
dalle registrazioni delle troupe televisive effettuate nel 1990
e nel 1995, nel castello disabitato, a porte chiuse, con microfoni
ultrasensibili, la voce di Azzurrina continua a farsi sentire avvincendoci
con il suo intrigante mistero e attirandoci tra le mura del suo
castello, diventato monumento nazionale e custodito fino al 1998
dalla professoressa Welleda Villa Tiboni, recentemente scomparsa.
L'ultima "castellana di Montebello" sarà anche
l'ultima custode del segreto celato dietro la scomparsa di Azzurrina,
di cui finalmente sveleremo il mistero.
La versione ufficiale della storia è la versione propinata
dagli unici testimoni della tragedia, i due soldati addetti alla
scorta della bambina. È quella che viene raccontata ai visitatori
del castello, da quando questo è diventato un monumento d'interesse
nazionale e di singolare attrazione.
Queste mura hanno custodito per sei secoli il segreto di quella
tragica giornata.
Alcuni anni fa un medium, durante una seduta tenutasi nel castello,
si è messo in contatto con lo spirito di Azzurrina, la quale
ha finalmente raccontato come sono andate realmente le cose.
Fu un incidente. Guendalina, nel rincorrere la palla, cascò
dalle scale e morì sul colpo. I due guardiani accorsero troppo
tardi e trovarono la bambina ormai senza vita. Spaventati, rei di
negligenza, essendo i responsabili dell'incolumità della
figlia del loro signore e temendo una terribile punizione o la morte
stessa, occultarono il cadavere, seppellendolo nel giardino e raccontando
poi a tutti la versione della leggendaria sparizione.
I due sventurati andarono incontro alla morte lo stesso e si portarono
nella tomba il terribile fardello. Quante persone allora piansero
la scomparsa della bimba e quanti ancora si commuovono a sentire
narrare la sua storia, ma Azzurrina ha detto di essere felice e
di voler continuare a vivere dentro l'amato Castello di Montebello,
assieme ai suoi amici di ieri e di oggi. Lasciamola riposare in
pace sotto il verde di quello che fu il suo giardino, lasciamola
abitare le stanze di quella che fu la sua breve dimora; azzurro
angelo custode del Borgo di Montebello.
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